incontro 3

3° INCONTRO


Materiali
(clicca sulle sigle in grassetto per visualizzare/scaricare i file)

  • Gioco Speed Date – domande la buio (S13);
  • Attività-ponte (S12) compilate dai ragazzi;
  • Strumenti audio/video riguardanti il tema della discriminazione per stimolare la discussione

All’inizio verificare i concetti appresi dai ragazzi nel 2° incontro chiedendo semplicemente loro di raccontare quanto fatto la volta precedente.

Prima di entrare nel vivo dell’attività, proporre il gioco “Speed date – domande al buio” che ha lo scopo di stimolare i partecipanti a raccontare qualcosa di sé, a confrontarsi e eventualmente sviluppare empatia verso l’altro (15 min.).

L’obiettivo di questo incontro è di avviare una discussione/dibattito sulle discriminazioni, a partire dai casi portati dai ragazzi (vedi attività-ponte tra secondo e terzo incontro).

Per aiutare i ragazzi a rompere il ghiaccio e uscire da una prima fase di imbarazzo, uno degli adulti presenti (professore, animatore, …) potrebbe portare come esempio un caso personale di discriminazione, esplicitando così la sua reazione emotiva all’accaduto e dimostrando inoltre che discriminare/essere discriminati è una cosa più comune di quanto si pensi. Il mettersi in gioco e condividere i propri sentimenti può per di più annullare le eventuali barriere tra docente e studente favorendo un clima di complicità e di serenità (5 min.)

Se il numero dei partecipanti all’attività è alto, si consiglia di procedere prima ad un confronto a piccoli gruppi autogestiti (massimo 5 persone caduno).

Tutti raccontano la propria storia di discriminazione e se ne sceglie una che rappresenti il gruppo (15 min.).

2 genericUna volta tornati in plenaria, un rappresentante per gruppo racconta la testimonianza scelta. Se qualche testimonianza è particolarmente interessante si può cercare di approfondirla. Il conduttore può appuntare su un cartellone o sulla lavagna i punti salienti degli episodi narrati per poter dare vita, successivamente, a delle considerazioni. In particolare, partendo dalle storie dei ragazzi, si possono toccare i seguenti temi: diverse tipologie di discriminazione (genere, età, origine etnica/nazionalità, disabilità, reddito/ceto sociale, orientamento sessuale e religione), il modo in cui si generano (il ruolo degli stereotipi, l’indifferenza, la mancanza di empatia, l’intenzionalità/non intenzionalità, il ruolo delle leggi e dei nostri comportamenti ecc..), le possibili “alternative”, le vie d’uscita, il nostro ruolo rispetto a quanto accade intorno a noi. È questo il momento in cui si può realizzare il passaggio verso un racconto più intimo di esperienze che hanno riguardato i ragazzi. “Riguardare” può anche voler dire raccontare casi che, sebbene non siano capitati a loro direttamente, li hanno toccati a livello emotivo.

SUGGBULBERIMENTO 

Per facilitare lo sviluppo del dialogo nel gruppo si possono utilizzare spezzoni di film per ampliare la discussione, uscire da situazioni di impasse, stimolare nuovi punti di vista sul tema.

Dato che non è possibile ascoltare i racconti di tutti i partecipanti all’attività, è bene indagare, almeno per alzata di mano, quanti hanno portato storie di discriminazione agita, quanti subita e quanti assistita. Solitamente sono in maggioranza i casi di quest’ultimo tipo, qualcuno riguarda esperienze di cui si è stati vittima e, quasi mai, si riscontrano episodi in cui si è discriminato qualcuno. A maggior ragione, il conduttore dovrebbe aiutare a far riflettere i ragazzi sul fatto che tutti noi commettiamo atti di questo tipo, in maniera spesso inconsapevole o, pur essendone consci, riteniamo tali azioni prive di intenzionalità malvagie. Lasciare, a questo punto, qualche secondo per pensare in silenzio a episodi che ci hanno visti “discriminatori attivi” e verificare, nuovamente per alzata di mano, l’esito del breve esercizio. Ragionare dunque su: perché discriminiamo, quali sono le ragioni che ci spingono a questo genere di comportamento (influenza anche culturale), come ci sentiamo nel mettere in atto o subire una discriminazione (60 min.).

Al termine dell’incontro ritirare le tracce scritte dai ragazzi per poterle leggere e trovare spunti per aiutarli durante la registrazione video dell’ultimo incontro.

Indicazioni per il conduttore

  • Spiegare le regole e condurre il gioco iniziale;
  • Dividere il gruppo in sottogruppi e verificare come avviene il confronto al loro interno;
  • Scegliere gli strumenti (video, audio) utili a stimolare i momenti di confronto in plenaria;
  • Coordinare gli interventi, sollecitare con interrogativi, facilitare il confronto e mediare in caso di conflitto.